Erika Fasana vince la medaglia di bronzo juniores nel volteggio dei Campionati d'Europa di Ginnastica Artistica Femminile. La comasca della Brixia di Brescia, compagna di club di Vanessa Ferrari, sale per prima all'attrezzo, nella gara di apertura, e con un doppio avvitamento nel primo salto, valutato 14.050 (D. 5.800 E. 8.250), un avvitamento e mezzo nel secondo da 13.775 (D.5.300 E.8.475), ottiene la media di 13.912, sufficiente per salire sul gradino più basso del podio di specialità. Meglio fanno soltanto le due russe, Victoria Komova, la reginetta all-around di Birmingham 2010, che con 14.950 succede alla francese Youna Dufournet, e Maria Paseka, argento con 14.275. Neanche il tempo di rendersi conto di quanto accaduto ed Erika si ritrova impegnata alle parallele asimmetriche, per la finale successiva. Una brutta caduta sul Katchev iniziale però la taglia fuori - 11.575 (D.4.500 E. 7.075) - da una gara dominata dall'altra stella russa, Anastasia Grishina, oro con 15.375, davanti alla solita Komova (15.200) e alla rumena Bulimar (13.575). Al settimo posto l'azzurra Giulia Leni che sbaglia un passaggio allo staggio basso, perde un po' i piedi e alla fine raccoglie punti 12.075 (D.5.300 E. 6.775). Alla trave registriamo la grande delusione della catanese Carlotta Ferlito, che senza la caduta dal salto indietro raccolto e con il 14.050 delle qualifiche sarebbe stata di bronzo. Invece il 12.500 (D.5.300 E. 7.200) le basta appena per l'ultima piazza tra le migliori otto. Una posizione che la 15enne della GAL non merita e avrà modo di dimostrarlo in occasioni più importanti. La vittoria va ancora al mostro di Voronezh, Komova, che con 14.900 si prende il titolo della rumena Porgras. Alle sue spalle l'erede di Ana, Larisa Iordache (14.575), 14enne di Bucarest, e poi l'olandese Moonen, con un abbordabilissimo 13.975. La Fasana, che aveva aperto alle 11.00 di stamani, chiude la competizione juniores al corpo libero, con una buona prestazione da 13.675 (D. 5.300 - E. 8.475), che tiene conto di un fuori pedana, dopo lo Tzukahara carpiato. L'azzurra, allenata da Laura Rizzoli, è sesta. Stavolta tocca di nuovo alla Grishina, nell'ideale staffetta in cirillico, scalare la cima al podio del corpo libero. La moscovita vola a quota 14.275, ma viene ripresa proprio all'ultimo dalla Iordache, che le soffia metà della medaglia, uguagliandone il punteggio. Il pari merito spezza, solo parzialmente, lo strapotere della Russia, che tra gare di squadra ed individuali, si porta comunque a casa il bottino completo, cioè 6 medaglie d'oro (o 5 e ½ se preferite!). Al terzo posto, tanto per cambiare, Anastasia Sidorova da Volgograd, che, dopo uno scarso al termine della prima diagonale, poi inchioda tutto come un fabbro ferraio, meritando il 14.200 finale. La competizione delle piccole si conclude così, con un'altra meravigliosa medaglia giovanile per l'Italia, il terzo bronzo, dopo quello di Marco Lodadio, nel volteggio maschile, e della squadra femminile. Tra le donne è un bel passo in avanti rispetto a Clermot Ferrand, dove qualificammo solo due ginnaste, Andrea La Spada al corpo libero e Paola Galante alle parallele (contro le 3 di oggi, per 5 finali) senza far meglio, in entrambi i casi, di un 5° posto.
FINALI DI SPECIALITÀ JUNIORES
VOLTEGGIO
TRAVE
CORPO LIBERO